MilaNOmafia

A partire dal 21 marzo, Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e fino al 5 maggio a WOW Spazio Fumetto sarà visitabile una mostra a ingresso libero che – attraverso tavole originali, albi e volumi – racconterà come il fumetto ha presentato le donne e gli uomini che hanno impegnato la loro vita nella lotta contro la mafia.
Nel periodo della mostra MilaNOmafia saranno inoltre organizzati laboratori, visite guidate, incontri e proiezioni. Il programma completo sarà presto disponibile su questo sito.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli.

LA MOSTRA
La mostra si basa sulle mostre itineranti “1, 10, 100… agende rosse … quale democrazia?” e “1, 10, 100… donne e uomini che…” (curate dall’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli), approfondita in varie sezioni: si parte da un’introduzione storica che indaga le origini della mafia, realizzata grazie a materiali provenienti dall’archivio della Fondazione Franco Fossati con il contributo dell’artista Aldo Di Gennaro e della casa editrice Astorina. Splendide tavole originali di Aldo Di Gennaro, tratte da una storia pubblicata sul Corriere dei Ragazzi nel 1973 scritta da Mino Milani, ci raccontano di Salvatore Giuliano, criminale responsabile della strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947) e di oltre 400 omicidi, “colonnello” del Movimento per l’indipendenza della Sicilia, strettamente legato alla mafia.
Dopo il riassunto storico introduttivo, vengono raccontati alcuni servitori dello Stato o comuni cittadini che hanno perso la vita per dire NO alla mafia, raccontati da autori di fumetto. Ecco allora la storia di Emanuela Loi, vittima nell’attentato di via D’Amelio al giudice Borsellino, e quelle di Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, che erano di scorta al giudice Giovanni Falcone; o la storia del sacerdote “scomodo” don Pino Puglisi (realizzata dai detenuti carcere di Pavia), e quella di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta a Milano.
Il percorso prosegue perciò con alcune delle storie a fumetti che hanno indagato i depistaggi che hanno spesso reso vane le indagini delle forze dell’ordine e della magistratura. Le storie del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo e scomodo denunciatore dei rapporti mafia-politica, ucciso nel 1982; dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi a distanza di due mesi nel 1992; di Mauro Rostagno, Peppino Impastato e Ilaria Alpi (uccisa “su commissione” in Somalia per le sue indagini sui traffici di armi e rifiuti).
L’ultima sezione della mostra è dedicata alle opere che vogliono spiegare la lotta alla mafia ai giovanissimi. Storie che riprendono i meccanismi della favola, come “L’invasione degli Scarafaggi, ovvero la mafia spiegata ai bambini”, oppure la “Favola di Palermo” che vede un cavaliere (Paolo Borsellino) combattere la strega Mafia. Non mancano narrazioni di fantasia che, tuttavia, tengono fissa l’attenzione sul reale fenomeno mafioso. Nascono ambientazioni in futuri lontani, come in Nathan Never, e anche il cinema d’animazione ha voluto raccontare gli eroi dei giorni nostri.

L’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli è nata il 7 giugno 2018 dal gruppo milanese del movimento delle agende rosse, con il quale tutt’ora collabora attivamente e condivide ideali e principi. Fin dagli esordi del 2014 i componenti hanno cercato di coinvolgere le nuove generazioni nella scoperta della verità e della giustizia, spinti dall’esortazione del magistrato Paolo Borsellino, ucciso con la sua scorta il 19 luglio 1992.

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